|
La musica è un linguaggio universale, che unisce i
popoli e le culture. Sembra quasi una frase fatta e
invece si tratta di una splendida realtà che ora si può
vedere, sentire e toccare con mano, senza bisogno di
chissà quale viaggio. Non serve, infatti, volare fino
nelle capitali della musica come Vienna, Salisburgo,
Lipsia, Parigi o addirittura New Orleans. Basta,
semplicemente, recarsi a Roncegno Terme dove, nell’ex
canonica della chiesa di Santa Brigida, il locale Coro
S. Osvaldo ha allestito un piccolo ma prezioso museo di
strumenti musicali popolari.
Qui sono esposti 278 “gioielli” provenienti da tutti e
cinque i continenti, in rappresentanza di ben 45 Stati.
Gran parte degli strumenti appartiene alla collezione di
Salvatore La Rosa, giovane e preparato maestro del Coro
S. Osvaldo, siciliano d’origine e approdato in Valsugana
– passando da Rovereto – grazie a una brillante
intuizione di Ivano Zottele, presidente di questo attivo
sodalizio canoro. “Da ogni concerto che tengo in giro
per il mondo – ci spiega il maestro La Rosa – voglio
portarmi a casa un simbolo di quella cultura. Ma in
alcuni casi a farsi interpreti della mia necessità di
collezionare strumenti provenienti da ogni angolo della
terra sono i miei amici, che dai loro viaggi mi portano
sempre qualche pezzo unico”.
Nel museo, poi, sono ospitati anche reperti donati da
collezionisti valsuganotti. Si tratta di strumenti
costruiti da artigiani del luogo, tra cui un violino e
due mandolini, oppure strettamente legati al paese di
Roncegno, come una retta appartenuta a un musicista che
qui in passato animava le giornate di festa.
Incantevole appare ancora l’armonium costruito in
Francia nel 1850 circa, di proprietà della Parrocchia di
S. Brigida, cui appartiene anche una cospicua collezione
libraria come il Vesperale romanus datato 1854 e il
Messale romanum del 1888.
|
 |
La
realizzazione di questo museo, che ha richiesto oltre
due anni di lavoro con la partecipazione di tutti i
coristi del S. Osvaldo, rientra in un progetto molto più
ampio denominato Accademia Casa della Musica, le cui
finalità ci vengono illustrate dallo stesso maestro. “La
Casa della Musica – afferma infatti La Rosa – sarà
un’accademia dove non si studierà in maniera
convenzionale, bensì un luogo dove fare musica in
gruppo, proprio utilizzando alcuni strumenti custoditi
nel museo”.
Uno dei primi corsi riguarderà la fisarmonica (retta),
strumento originario dell’Austria molto amato e diffuso
in Trentino dove peraltro non vi sono strumenti
autoctoni come possono essere le ocarine per il
centro-sud o le zampogne nelle Marche.
“Il progetto – prosegue il presidente Zottele – è anche
strettamente legato al futuro del coro S. Osvaldo,
perché con l’Accademia confidiamo di creare un vivaio di
giovani dal quale attingere per il necessario ricambio
generazionale. E poi chissà – rivela ancora Zottele –
che con le nuove forze non si riesca anche a costituire
un corpo bandistico che qui a Roncegno manca dal lontano
1907”. Per ora l’apertura del museo è limitata a sabato
e domenica dalle 14.00 alle 16.00, ma presto l’orario
sarà modificato ed esteso.
“Da parte del Comune – conclude infatti il presidente –
c’è grande interesse a far rientrare il nostro
allestimento nel percorso del museo diffuso, magari
collegandolo con un percorso ad hoc alla Casa degli
Spaventapasseri di Marter, un’ipotesi che in prospettiva
ci fa davvero ben sperare per il prossimo futuro”.
:accademia@corosanosvaldo.com |